CAPITOLO 2

APITOLO 2
Un mare di semidei osservava Annabeth mentre camminava attraverso il foro.
Alcuni avevano uno sguardo teso, forse un po’ nervoso. Alcuni erano bendati, a causa della loro recente battaglia con i mostri, ma nessuno era armato. 
Nessuno attaccò.
Intere famiglie si erano riunite per vedere i nuovi arrivati. Annabeth vide coppie con neonati, bambini aggrappati alle gambe dei genitori, anche alcune persone anziane vestite con una combinazione di abiti romani e moderni. 
Tutti loro erano semidei?
Annabeth credeva di sì, nonostante non avesse mai visto un posto del genere.
Al campo Mezzosangue , la maggior parte dei semidei erano adolescenti. Se fossero sopravvissuti abbastanza da superare la scuola e fossero arrivati in buone condizioni per iniziare una nuova vita.
Lì si trattava di una intera comunità multi generazionale.
In fondo alla folla, Annabeth vide Tyson, Percy, la signora O’Leary, che era stata la prima a raggiungere il campo Giove.
Sembravano essere di buon umore. Tyson salutò con la mano e sorrise. Indossava una maglietta SPQR come fosse un bavaglino gigante.
Una parte della mente di Annabeth registrò la bellezza della città, il profumo dei panifici, le fontane gorgoglianti, i fiori sbocciati nei giardini. 
E l’architettura … dei, colonne di marmo dorate, mosaici abbaglianti, archi monumentali e ville a schiera. Di fronte a lei,c’era una ragazza con un’armatura romana e un mantello viola, aveva scuri capelli che le cadevano sulle spalle, gli occhi erano neri come l’ossidiana. Reyna.
Jason l’aveva descritta bene. Anche senza saperlo Annabeth capì che era il leader del campo.
Numerose medaglie decoravano la sua armatura. Si comportava autorevolmente con gli altri semidei, che indietreggiarono ed evitarono il suo sguardo.
Annabeth riconobbe qualcosa nel suo viso, troppo duro nell’ insieme, alzò il mento come se fosse pronta ad accettare qualsiasi sfida.
Reyna stava forzando uno sguardo coraggioso, mentre tratteneva un misto di speranza e preoccupazione che non poteva mostrare in pubblico.
Annabeth conosceva quell’espressione. La vedeva ogni volta che si specchiava.
Le due ragazze si osservarono l’un l’altra. Gli amici di Annabeth stavano da entrambi i lati. I romani mormorarono il nome di Jason, che li fissava in soggezione.
Poi qualcun altro comparve dalla folla, e la visione di Annabeth si annebbiò.
Percy fece quel sorrisetto sarcastico e piantagrane che l’aveva infastidita per anni, ma alla fine era diventato accattivante. 
I suoi occhi verde mare erano splendidi, proprio come li ricordava. I suoi capelli scuri erano arruffati da un lato, come se fosse appena tornato da una passeggiata sulla spiaggia. Sembrava ancora meglio di sei mesi prima, era più alto, snello e muscoloso.
Annabeth era troppo stordita per muoversi. Sentiva che se lo avesse avuto più vicino, tutte le molecole del suo corpo avrebbero potuto bruciare. Aveva segretamente una cotta per lui da quando aveva dodici anni. L’ultima estate era stata difficile. Erano stati una coppia felice per quattro mesi, poi lui era
scomparso.
Durante la loro separazione, era successo qualcosa ai sentimenti di Annabeth. Erano cresciuti dolorosamente e intensamente, come l’astinenza da un farmaco salva-vita. Ora non era sicura se fosse più straziante stare lontano da lui o di essere insieme di nuovo. Il pretore Reyna si raddrizzò. Con riluttanza, si voltò verso Jason.
“Jason Grace, il mio ex collega …”Pronunciò la parola collega come se fosse pericoloso.
“Vi do il benvenuto a casa. E questi, i tuoi amici-“
Annabeth non voleva, ma si slanciò in avanti. Percy si precipitò verso di lei allo stesso tempo. 
La folla si irrigidì. 
Alcuni presero le spade. Percy le gettò le braccia al collo. Si baciarono, e per un momento non contava nient’altro. Un asteroide avrebbe potuto colpire il pianeta e spazzare via ogni forma di vita, ad Annabeth non sarebbe importato.
Percy sapeva di aria oceanica. Le sue labbra erano salate.
-Testa d’Alghe-, pensò vertiginosamente.
Percy si allontanò e le studiò il viso. “Dei, non ho mai pensato-“
Annabeth gli afferrò il polso e lo capovolse sopra la spalla, lo fece cadere sul marciapiede di pietra, i romani gridarono; alcuni balzarono in avanti, ma Reyna gridò, “Fermi! State giù! “
Annabeth mise il ginocchio sul petto di Percy e spinse l’avambraccio contro la sua gola, non le importava cosa pensavano i romani. Un grumo incandescente di rabbia le pesava sul petto, l’insieme di rabbia e preoccupazione che si era portata sulle spalle dallo scorso autunno.
“Se mi lasci di nuovo”, disse con gli occhi lucidi, “Giuro su tutti gli dei-“
Percy ebbe il coraggio di ridere. Improvvisamente il grumo di emozioni scomparve dal petto di Annabeth.
“Mi considero avvertito,” disse Percy. “Mi sei mancata molto anche tu.”
Annabeth si alzò e lo aiutò a rimettersi in piedi. Avrebbe voluto baciarlo di nuovo, ma riuscì a trattenersi.
Jason si schiarì la gola. “Quindi, sì …. E ‘bello essere di nuovo insieme”. Presentò Reyna a Piper, che sembrava un po’ scocciata di non aver avuto occasione di dire le cose che si era preparata, poi la presentò a Leo, che sorrise in segno di pace.
“E questa è Annabeth”, ha detto Jason. “Uh, di solito non fa mosse di judo con la gente”.
Gli occhi di Reyna brillavano. “Sei sicura di non essere romana Annabeth? O un’amazzone? “
Annabeth non sapeva se era un complimento, ma le porse la mano. “In genere attacco solo il mio ragazzo”,disse. “Piacere di conoscerti.”
Reyna le strinse saldamente la mano. “Sembra che abbiamo molto di cui discutere centurioni! “
Alcuni dei campeggiatori spinsero la folla per portarsi avanti. Apparvero due ragazzi al fianco di Percy, gli stessi che Annabeth aveva visto sulla nave. Il ragazzo corpulento con il taglio corto aveva circa quindici anni. 
Era una sorta di incrocio tra un peluche, un panda e un orso, l’unico problema erano le dimensioni.
La ragazza era più giovane, forse aveva tredici anni, con degli occhi color ambra e la pelle color cioccolato, aveva capelli lunghi e ricci. Il suo casco da cavalleria era nascosto sotto il braccio.
Annabeth capiva dal loro linguaggio corporeo che si sentivano vicino a Percy. Rimasero in piedi accanto a lui in maniera protettiva, come se avessero già condiviso diverse avventure. Riuscì a combattere contro una fitta di gelosia. Era possibile che Percy e quella ragazza … no. La chimica tra i tre non era così. 
Annabeth aveva trascorso tutta la sua vita imparando a leggere le persone. Divenne una capacità di sopravvivenza. Se avesse tirato ad indovinare, avrebbe detto che il robusto ragazzo asiatico era il fidanzato della ragazza, anche se credeva non fossero insieme da molto tempo.
C’era una cosa che lei non capiva : cosa aveva quella ragazza da guardare?
Continuava ad osservare accigliata nella direzione di Piper e Leo, come se avesse riconosciuto uno dei due, e quel ricordo le aveva procurato molto dolore.
Nel frattempo, Reyna dava ordini ai suoi ufficiali. “…Dite alla legione di tornare nei propri appartamenti, Dakota avvisa gli spiriti in cucina, digli di preparare una festa di benvenuto. E, Octavian-“
“Stai lasciando che questi intrusi entrino nel campo?” Un ragazzo alto, con i capelli biondi stopposi si fece strada in avanti. “Reyna, i rischi per la sicurezza-“
“Non li stiamo portando al campo, Octavian.” Reyna gli lanciò uno sguardo severo. “Mangeremo qui, nel foro. “
“Oh, molto meglio,” brontolò Octavian. Sembrava essere l’unico che non riconosceva Reyna come superiore, nonostante il fatto che era magro e pallido, e per qualche motivo aveva tre orsacchiotti
appesi alla cintura. 
“Vuoi che mi rilassi all’ombra della loro nave da guerra.”
“Questi sono i nostri ospiti.” Reyna evitò ogni discorso. “Noi li accoglieremo, e parleremo con
loro. Come buon auspicio si dovrebbe bruciare un’ offerta per ringraziare gli dei di aver portato Jason al campo sano e salvo. “
“Buona idea,” Percy s’intromise “Vai bruciare i tuoi orsacchiotti, Octavian.”
Reyna stava cercando di non ridere. “Obbedite ai miei ordini. Via!”.
Gli ufficia lisi dispersero. Octavian rivolse a Percy un’occhiata di disgusto assoluto. Poi guardò Annabeth con sfiducia e se ne andò.
Percy infilò la mano in quella di Annabeth. “Non preoccuparti di Octavian,”disse. “La maggior parte dei romani sono brave persone, come Frank e Hazel qui, e Reyna. Andrà tutto bene. “
Annabeth si sentì come se qualcuno avesse avvolto un asciugamano freddo intorno al collo.  Sentì ancora quella risata, come se la presenza l’avesse seguita dalla nave.
Alzò lo sguardo verso l’ Argo II. Il suo imponente scafo di bronzo scintillava alla luce del sole. Una parte di lei voleva rapire Percy in quel momento, salire a bordo e andare via da quel posto quando ancora poteva.
Non riusciva a scuotere la sensazione che qualcosa stava per andare storto, e lei non voleva perdere di nuovo Percy.
“Ce la caveremo,” ripeté, cercando di crederci.
“Eccellente”, disse Reyna. Si voltò verso Jason, ed Annabeth vide una sorta di  
luccichio nei suoi occhi. “Parleremo, e faremo una vera e propria riunione”

CAPITOLO 1

Tutti i diritti vanno all’autore Rick Riordan
Questa non è la versione ufficiale del libro, ma una traduzione di fan che non ce la fanno più ad aspettare >.<
ANNABETH
Finchè non vide la statua che esplose, Annabeth pensava che era preparata a tutto.
Stava passeggiando sul ponte della nave da guerra volante  ARGO II, controllando e ricontrollando le baliste per assicurarsi che fossero  tutte bloccate. 
Controllò che la bandiera bianca significasse “veniamo in pace”  stava sventolando dal montante. Rivide il piano con il resto dell’equipaggio più volte.
Cosa più importante, in disparte  c’era il loro accompagnatore di guerra pazzo, Coach Gleeson Hedge, che convinsero  a prendersi la mattinata libera nella sua cabina per guardare repliche di arti marziali, miste a campionati. L’ultima cosa di cui avevano bisogno mentre volavano in una nave magica greca verso un potenziale accampamento romano contrario, era un satiro di mezza età vestito con abiti sportivi  che percuoteva un bastone e gridava ferocemente “A morte!”Tutto sembrava essere in ordine. 
Anche quel strano tremolio che avevano sentito quanto la nave era partita non si sentiva più, almeno per ora.La nave da guerra scese piano fra le nuvole, ma Annabeth non riuscì  a smettere di interrogarsi.
-E se fosse  una cattiva idea? Cosa succederebbe se i Romani vedendo la nave  entrano in panico e ci attaccano?-
L’Argo II sicuramente non sembrava una nave amichevole. 
Lunga 200 metri, con lo scafo in bronzo placcato, le balestre costeggavano tutto il perimetro, un drago di metallo ardente come folena, e due cannoni che roteavano al centro, potevano sparare dardi esplosivi abbastanza forti che farebbero volare  in aria qualsiasi cosa… ok, non era la cosa più appropriata per un amichevole  incontro con i vicini romani.
Annabeth aveva provato a dare ai Romani un segnale pacifico. Aveva richiesto a Leo di mandare una sua speciale invenzione olografica  per avvisare i loro amici all’interno del campo romano . 
-Spero che hanno ricevuto il messaggio olegrafico- .
Leo avrebbe dipinto  un messaggio gigante sul fondo dello scafo  con una faccina contenta, ma Annabeth non approvò l’idea. Non era sicura che i Romani avessero  il senso dell’umorismo  .Ormai era troppo tardi per tornare indietro.
Le nuvole si dispersero attorno alla loro nave, rivelando il tappeto dorato e  la vegetazione  delle colline di Oakland .Annabeth prese uno degli scudi di bronzo che costeggiavano la prua.
I suoi tre compagni la imitarono.Sulla poppa Leo rigirava come un pazzo, controllando i suoi indicatori e lottando con le leve. 
La maggior parte dei timonieri sarebbe stato soddisfatto della ruota di un pilota o di un timone. Leo aveva anche installato tastiera, monitor, controlli di aviazione di un Learjet, una tavola armonica dubstep e il sensore per il controllo del movimento di una Nintendo Wii. 
Poteva girare la nave tirando la valvola a farfalla, controllare le armi da fuoco da utilizzare, o alzare le vele agitando i suoi controller di Wii veramente velocemente.
Anche per gli standard di un semidio, Leo era troppo iperattivo.Piper camminava avanti e indietro tra l’albero maestro e il cannone, praticando le sue battute.”Abbassate le armi», mormorò. “Vogliamo solo discutere pacificamente.”
La sua parlantina charm era molto potente, le parole fluivano su Annabeth, riempiendola della voglia di lasciar cadere il pugnale e fare una lunga chiacchierata.Pur essendo figlia di Afrodite, Piper cercava di sminuire la sua bellezza. Quel giorno era vestita con un paio di  jeans stracciati, logore scarpe da ginnastica, e una canotta bianca con disegni di Hello Kitty rosa. (Forse si era vestita così per scherzare, anche se Annabeth non poteva mai essere sicura con Piper.) I capelli castani crespi erano intrecciati lungo il lato destro con una piuma d’aquila.
Poi c’ era il fidanzato di Piper, Jason. Si alzò in piedi a prua sulla piattaforma rialzata vicino ad una balestra, dove i romani potevano facilmente individuarlo. Le nocche delle mani erano bianche mentre stringeva la sua mano  sull’elsa della spada d’oro.
In ogni caso, sembrava calmo per un ragazzo che stava facendo da bersaglio. Sopra i suoi jeans e la maglietta arancione del campo Mezzosangue, aveva indossato una toga e un mantello viola, simboli del suo vecchio rango come pretore.Il vento gli arruffava i capelli biondi e con i suoi gelidi occhi azzurri, aveva sia fascino che controllo – proprio come un figlio di Giove avrebbe dovuto essere. Era cresciuto al Campo Giove, quindi sperava che il suo volto familiare avrebbe reso i romani titubanti nell’ attaccare la nave.
Annabeth cercò di nasconderlo, ma lei ancora non si fidava completamente del ragazzo. Agiva in maniera troppo perfetta – sempre nel rispetto delle regole, sempre per fare la cosa giusta. Guardava persino in maniera perfetta. Nell’anticamera del suo cervello s’insinuò un pensiero tormentoso: e se questo è un trucco e lui ci tradisce? E se atterriamo al Campo di Giove, e lui dice: “Ehi, Romani!Ho portato questa nave potentissima e questi prigionieri!”
Annabeth dubitava che sarebbe successo. Eppure, non riusciva a guardarlo senza ottenere un sapore amaro in bocca. Era stato parte del forzato “programma di scambio” di Era per far incontrare i due campi. La divinità che odiava di più, regina dell’Olimpo, aveva convinto gli altri dei che i campi greco e romano avrebbero dovuto unire le forze per salvare il mondo dalla malvagia Gea, che progettava il risveglio dalla terra, e dei suoi figli, gli orribili giganti.
Senza nessun preavviso, Era aveva strappato dal campo Percy Jackson, il ragazzo di Annabeth, togliendoli la memoria, e lo aveva inviato al campo romano. In cambio, i greci avevano ricevuto Jason. 
Niente di tutto questo era colpa di Jason, ma ogni volta che Annabeth lo vedeva, si ricordava di quanto le mancava testa d’alghe.Percy … che era da qualche parte sotto di loro in questo momento.
Oh, dei. Il Panico era vivo dentro di lei. Scacciò il pensiero. Non poteva permettersi di offuscare la mente.
-Sono una figlia di Atena – si ripetè -Devo attenermi al piano e non devo cogliere distrazioni-.
Sentì di nuovo quel brivido familiare, come se un pupazzo di neve psicopatico si  era insinuato dietro di lei e le metteva il fiato sul collo.Si voltò, ma non c’era nessuno. Dovevano essere i suoi nervi. 
Anche in un mondo di dei e mostri, Annabeth non riusciva a credere che una nave da guerra nuova potesse essere infestata. L’Argo II era ben protetta. Gli scudi di bronzo Celesti lungo il perimetro erano incantati per allontanare i mostri, e il loro satiro a bordo, Coach Hedge, avrebbe fiutato eventuali intrusi.
Annabeth avrebbe voluto pregare sua madre per una guida, ma ciò non era possibile in quel momento. Non dal mese scorso, quando aveva avuto quell’incontro orribile con la sua madre, e ottenne il peggior regalo della sua vita ….Il freddo divenne più pungente. Le sembrò di sentire un filo di voce nel vento, che rideva. Ogni muscolo del suo corpo era teso. Qualcosa stava per andare storto.
Stava quasi per ordinare a Leo di invertire la rotta. Poi, nella valle sottostante, suonarono dei corni.I Romani li avevano avvistati.Annabeth pensava di sapere cosa aspettarsi. Jason aveva descritto Campo di Giove molto dettagliatamente. Eppure, lei ebbe problemi a credere i suoi occhi. 
Circondata dalle colline di Oakland, la valle era almeno il doppio del campo Mezzosangue. Un piccolo fiume serpeggiava intorno a un lato, continuava con una curva verso il centro, come una gigante lettera G, e sfociava in un lago blu scintillante.Direttamente sotto la nave, situato ai margini del lago, la città della Nuova Roma brillava al sole. 
Riconobbe dei monumenti di cui Jason le aveva parlato, l’ippodromo, il Colosseo, i templi e i parchi, il quartiere di Seven Hills con le sue strade tortuose,le ville colorate, e i giardini fioriti.Vide i resti di una recente battaglia romana con un esercito di mostri. La cupola era incrinata, e aperta su un edificio che probabilmente era il Senato.Il foro, la vasta piazza di Roma, era piena di crateri. Alcune fontane e statue erano in rovina.Decine di ragazzi in toghe erano usciti di corsa dal Senato per avere una visione migliore della Argo II.
Più Romani emersero dai negozi e dalle caffetterie, con la bocca aperta e con il dito puntato verso di loro, mentre la nave scendeva.Circa mezzo miglio a ovest, dove i corni stavano suonando, un forte romano sorgeva su una collina. Era proprio come le illustrazioni che Annabeth aveva visto nei libri di storia militare, con una trincea difensiva, alti muri e torri di guardia armati di scorpioni e cannoni ad acqua. All’interno, file perfette di pietre bianche costituivano la strada principale, la Via Principalis.Una colonna di semidei emerse dai cancelli, le loro armature e le loro lance scintillavano mentre si affrettavano a raggiungere la città.
In mezzo a loro ranghi c’era un elefante da guerra vero e proprio.Annabeth avrebbe voluto atterrare prima che quelle truppe fossero arrivate, ma il terreno era ancora parecchio più in basso. Scrutò la folla, sperando di intravedere Percy.
Poi qualcosa dietro di lei fece BOOM!
Lo sgomento la buttò quasi in mare. Si girò di scatto e si trovò faccia a faccia con una statua arrabbiata.”Inaccettabile” gridò.A quanto pare era comparsa proprio lì sul ponte. Del sulfureo fumo giallo gli usciva dalle spalle.
Della Cenere spuntò intorno ai suoi capelli ricci. Dalla vita in giù, non era altro che un pezzo di marmo, dalla vita in su, era una figura umana scolpita con una toga.
“Non voglio le armi all’interno della linea Pomeriana!”, annunciò con voce tremendamente pignola. “e di certo non se le posseggono i Greci! “Jason guardò Annabeth con uno sguardo che diceva: ci penso io.
“Terminius”, disse. “Sono io. Jason Grace. “
“Oh, mi ricordo di te,! Jason” brontolò Terminius. “Pensavo che tu avessi più rispetto per il popolo, soprattutto con i nemici di Roma! “
“Ma non sono nemici-“
“Proprio così,” Piper uscì da dietro”Vogliamo solo parlare. Se potessimo-“
” hey! “Sbottò la statua. “Non usare la lingua ammaliatrice su di me, signorina. E metti giù quel pugnale prima che io te lo levi di mano con uno schiaffo! “
Piper guardò il pugnale di bronzo, che aveva evidentemente dimenticato che teneva in mano.”Ehm … va bene. Ma come fai a darmi uno schiaffo ? Non hai le braccia. “
“Impertinente!” ci fu un POP assordante e un lampo di colore giallo. Piper guaì e lasciò cadere il pugnale, che stava ancora fumando.
“Per tua fortuna sono appena tornato da una battaglia,” annuncio Terminius. “Se fossi stato al completo, avrei già fatto saltare questa mostruosità! “
“Aspetta.” Leo fece un passo avanti, agitando il suo controller Wii. ” hai appena chiamato la mia nave una mostruosità? Dimmi che non lo hai fatto”.
L’idea che Leo avrebbe potuto attaccare la statua con il suo dispositivo di gioco fu sufficiente a far uscire Annabeth dal suo shock.”Diamoci tutti una calmata.” Alzò le mani per mostrare che non aveva armi. “Mi pare di capire che sei Terminius, il dio dei confini. Jason mi ha detto che proteggi la città di Roma, giusto? Sono Annabeth Chase, figlia di-“
“Oh, lo so chi sei!” La statua la fissò con i suoi vuoti occhi bianchi. “una figlia di Atena, forma greca di Minerva. Scandaloso! Voi greci non avete il senso del pudore. Noi romani conosciamo il luogo adatto per quella dea “.
Annabeth serrò la mascella. Questa statua non le rendeva facile essere diplomatica. “cosa intendi esattamente per quella dea? E cosa c’è di così scandaloso-“
“Giusto!” interruppe Jason. “Comunque, Terminius, siamo qui per una missione di pace. Ci piacerebbe ricevere il permesso di atterrare in modo che possiamo-“
“Impossibile!” Il dio cigolava. “Deponete le armi e arrendetevi! Lasciare la mia città subito! “
” Che significa? “chiese Leo. “Arrendetevi, o andatevene?”
“Entrambi!”, disse Termine. “Arrendetevi, poi andate via. Ti meriti uno schiaffo per aver chiesto una cosa cosi stupida, ragazzo ridicolo! Ma che pensi? “
“Wow”. Leo studiò Termine con interesse professionale. “lì dentro si sta piuttosto scomodi, hai un qualsiasi attrezzo in modo che ti renda più facile la mobilità? Potrei dare uno sguardo”Mise il controller Wii nella cintura degli attrezzi magica e la scambio con un cacciavite, dopodiché iniziò a battere il piedistallo della statua.
“Smettila!” Termine insisté. Un’altra piccola esplosione, e fece cadere il cacciavite di mano a Leo.
“Le armi non sono ammesse sul suolo romano, e all’interno della Linea Pomeriana.”
“Che cosa?” Chiese Piper.
“I confini della città,” tradusse Jason.
“E questa nave è un’arma!”, disse Termine. “Non potete atterrare!”
Giù nella valle, i rinforzi della legione erano a metà strada verso la città. I ragazzi nel foro erano più di un centinaio adesso. Annabeth scansiono i volti e … oh dei. lo vide. 
Stava camminando verso la nave abbracciato con due altri ragazzi, come se fossero migliori amici, un ragazzo corpulento con un taglio corto e dai capelli neri, e una ragazza che indossava un casco da cavalleria romana. Percy sembrava così a suo agio, così felice.
Indossava un mantello viola, proprio come il simbolo di potere di Jason.Il cuore di Annabeth ebbe un tumulto.
“Leo, ferma la nave!” ordinò.
“Che cosa?”
“Mi hai sentito. Fermala proprio dove ci troviamo. “Leo tiro fuori il suo controller e lo alzò. Tutti i novanta remi si fermarono sul posto. La nave smise di atterrare.
“Terminius”, disse Annabeth, “non c’è una regola contro la sospensione della nave sulla Nuova Roma, vero?”
La statua aggrottò la fronte. “Beh, no …”
“Siamo in grado di mantenere la nave in alto”, disse  Annabeth. “Useremo una scala di corda per raggiungere il foro. In questo modo, la nave non sarà sul suolo romano. Non tecnicamente. “La statua sembro rifletterci su. Annabeth si chiese se si stava grattando il mento con delle mani immaginarie.
“Mi piacciono i tecnicismi”ammise. “bene …”
“Tutte le nostre armi resteranno a bordo della nave”, promise Annabeth. “Suppongo che i romani, anche i rinforzi che marciano verso di noi, onoreranno le regole all’ interno della linea Pomeriana se gli dite di farlo. “
“Certo!”, disse Termine. “Ti sembro un tipo che tollera trasgressioni?”
“Uh, Annabeth …” disse Leo. “Sei sicura che sia una buona idea?”
Chiuse i pugni per impedire alle mani di tremare. Quella sensazione di freddo era ancora lì. E galleggiava appena dietro di lei, e ora che Termine non gridava più e non causava esplosioni, lei poteva sentire la presenza ridere, come se fosse stata deliziata dalla scelta sbagliata che stava facendo.Ma Percy era lì … era così vicino. Doveva raggiungerlo.
“Andrà tutto bene,” disse. “Nessuno sarà armato. Possiamo parlare in pace. Termine si assicurerà che
ogni lato obbedisca alle regole”. Guardò la statua di marmo. “Abbiamo un accordo?”
Terminius  annuì. “Immagino. Per ora. Si può scendere lungo la scala nella Nuova Roma, figlia di Atena. Per favore non rovinate la mia città. “